Vedere Pitigliano è come sfogliare le pagine di un libro di fiabe ambientato nel Medioevo, il nucleo abitativo più antico venne costruito su di un enorme masso tufaceo, questa caratteristica conferisce al paese un aspetto quasi magico e irreale, come se fosse sospeso nel vuoto.

Pitigliano rappresenta indubbiamente uno dei luoghi più suggestivi della Maremma, il suo inserimento nel paesaggio è tale da rendere quasi impossibile separare l’opera dell’uomo da quella della natura.

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Testimonianze delle antiche civiltà che hanno abitato queste zone non sono solo presenti a Pitigliano ma in tutta la zona circostante, compresi i paesi di Sovana e Sorano.

Qui ogni popolo ha scavato il tufo creando una città sotto la città, cunicoli, pozzi, tombe, cantine, colombari. Il paese si sviluppa a strapiombo sui torrenti Lente, Prochio e Meleta, e si collega al piccolo borgo medievale di Sovana attraverso la cosiddetta Porta di Sotto, situata nella parte nord-ovest del paese.

Le scogliere di tufo sono solcate da mille caverne e da case-torri. Alcune abitazioni presentano ancora portali decorati, stemmi gentilizi e cornici di travertino alle finestre.

Nel sottosuolo si trovano innumerevoli gallerie, la maggior parte delle quali di epoca etrusca. Le case sono costruite sopra un tamburo tufaceo nella stessa verticale delle scogliere a picco.

La comunità ebraica

La presenza ebraica a Pitigliano si può far risalire alla metà del 1500 quando vi fu l’espulsione degli Ebrei dallo stato Pontificio e da Firenze (1595).

Il periodo di maggiore floridezza della comunità di Pitigliano è avvenuto nella seconda metà del XIX secolo quando il numero degli ebrei raggiunse le 300 unità, tanto da far definire Pitigliano “la Piccola Gerusalemme”.

E’ possibile visitare il Ghetto con una bella Sinagoga (recentemente ristrutturata), l’antico forno ed il cimitero ebraico.